Quando si è ragazzini, si gioca a pallone con niente. A ben vedere, si
gioca con niente. Si costruisce tutto, con niente.
Da adulti si tende a inseguire il tutto e dimenticarsi del niente.
Il calcio non è solo ricchezza, belle donne, gel nei capelli e
idolatria. Il calcio è rumore, sudore, conoscenza e respiro affannato,
ma comune. Il calcio è la strada, è di tutti.
Gioco libero nei cortili delle case del quartiere per i più piccoli,
aperitivi con la palla di cartone per i più grandi (così si ricordano
da dove vengono), le partite da ascoltare tutti insieme raccolti
intorno ad una radio, tornei per piccoli, medio-piccoli e grandi,
questo e molto altro, ad ottobre.
In questo mese, noi il calcio proviamo a riprendercelo, a guardarlo
con quegli occhi là, di quando
avevamo mezzo metro in meno di statura. A ottobre, scendiamo in campo.
Anzi, scendiamo in strada.













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